Domande frequenti

Cosa significa outsourcing?

È una parola inglese traducibile letteralmente come “approvvigionamento esterno”, esternalizzazione. In economia è la pratica che le imprese adottano quando ricorrono ad imprese esterne per lo svolgimento di alcune funzioni aziendali o fasi del processo produttivo.

Quali sono i vantaggi dell’export in outsourcing per le PMI?

Generalmente l’outsourcing viene adottato per non appesantire la struttura interna aziendale e dare quindi una maggiore flessibilità all’azienda. Nel nostro caso specifico significa scegliere una collaborazione esterna con definizione di un accordo a carattere progettuale invece di optare per l’inserimento di una risorsa umana in azienda che, per la tipologia di figura professionale, solitamente è a tempo pieno. Questo determina più flessibilità e razionalizzazione dei costi.

Quale ruolo ricopre 1 2 Export all'interno dell'azienda?

Questo dipende dalla struttura aziendale e dalle necessità specifiche. Tipicamente, la figura professionale che più corrisponde al tipo di attività che svolgiamo, è quella dell’export (area) manager, in altri casi quella del consulente operativo per lo sviluppo di nuovi mercati.

Cosa fate all’interno dell’azienda?

In azienda ci dedichiamo in modo mirato alla ricerca di partner commerciali, quali agenti di commercio, importatori, distributori, etc.; oppure ricerchiamo clienti nei mercati che vengono definiti come prioritari.

Una volta identificati i potenziali interlocutori, ci attiviamo per un primo contatto verificando se questi sono interessati ed interessanti. Dopo questo primo passaggio, inviamo le informazioni relative all’attività aziendale, ai suoi prodotti o servizi, procedendo poi con il follow-up fino a verificare se ci possono essere sviluppi. In base al prodotto/servizio ed alla struttura aziendale verrà richiesto o meno un supporto tecnico per la trattativa. In caso si proceda con la collaborazione, sarà nostra premura curare il contatto con tale interlocutore (cliente o intermediario) supportando l’azienda come farebbe un export manager, oppure coordinandosi con il personale interno per la gestione del contatto.

Quali sono i migliori mercati?

Questo dipende dall’azienda, dai suoi prodotti e servizi, e da una serie di parametri ulteriori come la strutturazione attuale della rete vendita, dalla distribuzione geografica del portafoglio clienti, dal posizionamento dei prodotti (o dei servizi) rispetto alla concorrenza, e altro.

È importante fare un’analisi preliminare, basandosi sulle informazioni esistenti all’interno dell’azienda e su una serie di indicatori macroeconomici oltre che su dati statistici specifici per il prodotto e per i settori in questione e sui budget disponibili. Fatta questa premessa verranno prese delle decisioni operative e si potrà partire con la parte operativa sui Paesi o sulle aree scelte.

Cos’è il networking?

Quando parliamo di networking intendiamo il “fare rete”. Non s’intende strettamente le reti d’imprese, anche se, la possibilità che le aziende facenti parte di un network, si leghino contrattualmente con un “contratto di rete” sussiste. Si tratta della possibilità che offriamo di creare un gruppo di aziende complementari che possono essere presentate contemporaneamente a dei potenziali clienti od intermediari, con una chiara e sensibile razionalizzazione dei costi.

Provate a pensare ad aziende che si muovono nel vostro stesso settore e che offrono beni o servizi diversi dai vostri, quindi non in concorrenza. Si tratta probabilmente di aziende che nella maggior parte dei casi hanno un output aziendale che ha il medesimo cliente tipo della vostra azienda, in alcuni casi addirittura potrebbe fungere da catalizzatore per la vendita del vostro prodotto o servizio.

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Il mercato internazionale non è mai stato così vicino.

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